CHIUDIAMO IL BAR “VISCIDO E SUBLIME”: IERI ABBIAMO FATTO UN PRIMO GRANDE PASSO

Ieri siamo tornati al Piccoloesublime Bar, posto gestito da un molestatore seriale, sfruttatore e che nella vita fa anche lo psicologo rovinando l’esistenza delle ragazze che manipola.
Un vero padrone di merda, che usa le molestie per sfruttare meglio, e sfrutta per molestare meglio.
Guardate bene questo video, vedrete le ex dipendenti urlare in faccia al viscido, tanti giovani e studenti prendere parte all’azione, tanti clienti che si alzano e se ne vanno schifati da questo soggetto. Per un’ora grazie alla rabbia di tanti e tante, questo bar di merda non ha lavorato!
Il bar deve chiudere e deve essere boicottato, il viscido deve essere denunciato, e solo tutti insieme possiamo farlo.
Questo è l’inizio caro Gianluca Pascucci, le tue ex dipendenti sono incazzate nere e tutti insieme te la faremo pagare, perché posti come il tuo non devono esistere da nessuna parte!
CONTINUATE A INVIARCI SEGNALAZIONI E CHIUDIAMO ASSIEME IL VISCIDO&SUBLIME!!
GIANLUCA PASCUCCI MOLESTATORE E PADRONE DI MERDA!!!
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Video Cooperativa Sociale La Chioccia

Freschi di zona arancione, oggi siamo andati a trovare i padroni di merda della Cooperativa La Chioccia in Via Marzabotto. Invitiamo tutti coloro che abbiano informazioni o testimonianze su di loro a segnalarcele alla pagina!

CONTINUATE AD INVIARCI TESIMONIANZE, VENDICHIAMOCI INSIEME DEI PADRONI DI MERDA!!!

Cooperativa Sociale La Chioccia

Testimonianza n. 1:Ciao vi scrivo per segnalare il padrone di merda cooperativa sociale “La Chioccia” con sede a Bologna. Si tratta di una cooperativa che eroga servizi di cura alla persona, io lavoravo per loro fornendo servizi di assistenza per anziani. Come altre lavoratrici mi sono sempre interfacciata con una delle padrone di merda della cooperativa che si presentava a tutti gli effetti come la capa: si chiama Cinzia Cariati, una persona falsa e che inganna le lavoratrici. Dico questo perché ho lavorato un mese e mezzo da loro, ma già avevo capito che qualcosa non andava visto che per un mese e mezzo di lavoro mi hanno fatto firmare tre contratti. Uno di collaborazione per due settimane di agosto e per le altre quattro settimane di settembre abbiamo stipulato prima un contratto a tempo indeterminato, poi invece un contratto di un anno. Io ho firmato il contratto e mi hanno pagato le settimane lavorate, ma dovrò fare il conto di quello che manca. Infatti, io facevo 24 h su 24 e comunque per quattro settimane arrivavo a stento a 800 euro al mese per un lavoro sfiancante. Inoltre per ottobre e novembre non mi hanno mai pagato i giorni di malattia che mi sono dovuta prendere per motivi personali di salute. Conosco anche un’altra lavoratrice che è stata trattata di merda dalla cooperativa e vi scrivo perché voglio dimostrare a tutti che la cooperativa sociale “La Chioccia” non è affidabile, è fatta di truffatori e bugiardi, specialmente la capa di cui sopra. Inoltre rivoglio indietro tutti i soldi che mi spettano per quello che ho lavorato.

Testimonianza n. 2:Ciao! Vi scrivo anche io per segnalare la Cooperativa sociale “La Chioccia” e la sua padrona di merda Cinzia Cariati. Posso molto semplicemente confermare tutto quanto avete già denunciato. Anche io ho lavorato per loro come assistente per anziani, e anche io sto faticando a riavere quello che mi spetta, dopo essere stata trattata senza alcun rispetto, a volte con vere e proprie offese. Appena arrivata mi è stato fatto firmare un contratto finto, che ho scoperto tempo dopo non risultare all’INPS. Di conseguenza non mi sono stati versati i contributi, e quando ho dovuto prendermi quasi un mese di malattia perché sospetta di aver preso il coronavirus la capa ha semplicemente trovato una sostituta e quei giorni non mi sono mai stati pagati. Ma anche tralasciando malattia e contributi, dovrò fare il conto di quante ore non mi sono ancora state pagate, e capite bene che con un contratto finto diventa ancora più difficile. Per fortuna che adesso tutti sanno che posto è, forse avrò qualche speranza in più di riavere i soldi che mi spettano, perché mi spettano e li rivoglio dal primo all’ultimo.