Cineteca Bologna

Ormai è prassi comune, sopratutto negli ambienti artistici, sostituire i lavoratori con giovani volontari, sfruttandoli e vendendo speranze come fossero denaro, attingendo alle numerose risorse umane dell’università. Peccato che non si tratti di realtà di volontariato che aiutano nel sociale, ma di una Fondazione che alla cima della piramide ha persone lautamente stipendiate. A pagarne le conseguenze sono sempre i giovani che vengono illusi!
È il caso della Cineteca di Bologna come del Biografilm Festival – International Celebration of Lives  

Testimonianza n. 1: “Salve: volevo fare una segnalazione che vorrei che resti anonima. Ogni anno presso la Cineteca di Bologna ci sono centinaia di ragazzi che lavorano sfruttati come volontari facendo credere che possono avere anche un qualche futuro. Io ad esempio ci ho lavorato come volontario e anche tirocinante dal 2011 al 2017 e non ho mai avuto alcun riscontro di tipo lavorativo. E sono persone mal sfruttate: come ad esempio una volta un collega mi aveva detto che hanno dovuto portare un proiettore da 90 kg e avevano preso soltanto Volontari del Festival.
In particolare scrivo durante il periodo estivo durante il Festival del Cinema Ritrovato.
Volevo farlo sapere perché sono anni che avviene questo e nessuno ne fa atto
Anzi una volta ricordo che ho visto un dipendente della Cineteca che lavorava presso gli uffici e disse davanti a suo figlio: “senza di loro questo festival non andrebbe avanti”… Sfruttati ovviamente.
Chiunque che è stato studente universitario a Bologna può confermare se ha avuto esperienze con il Ritrovato.”

Video Biografilm Festival

Siamo andati a svelare cosa si nasconde dietro l’immagine friendly, social e culturale del Biografilm Festival – International Celebration of Lives.
Ancora sfruttamento e avidità, che nessuno ha mai raccontato. Il pdm del biografilm Andrea Romeo è uno sfruttatore seriale, dove può arraffa con arroganza fregandosene di tutto e tutti. Il suo biografilm festival gli porta ricchezza, fama e notoiertà prodotta in realtà da centinaia di volontari a cui vende, in cambio del lavoro gratuito, promesse e sogni di realizzazione, che nel mondo della precarietà sono per noi l’unica forma perversa di speranza e riconoscimento. L’ immagine amicale con cui Andrea Romeo si presenta al pubblico lo ha costretto a lasciarci la parola. Quando abbiamo fatto il suo nome la sua maschera è caduta: il nostro pdm si è spaventato e con arroganza si è rivendicato di essere fino in fondo un padrone di merda sfruttatore. Le nostre maschere servono a riequilibrare la differenza di potere che c’è tra chi ha i soldi per assumere, licenziare e sfruttare come gli pare e chi è invece sotto il costante ricatto della precarietà. Chi attacca l’uso delle maschere è malafede e sta dalla parte dei pdm. Le nostre maschere non nascondono nulla, semmai costringono i pdm a fare cadere la loro e a mostrare una verità celata e mistificata: quella dello sfruttamento.

Biografilm Festival

Testimonianza n. 1:Ciao, visto che siamo in periodo Biografilm, mi sono venute in mente un paio di robine su questo festival, dove ho lavorato come fonico nel 2017, tutto lo staff che si vede con la maglietta rossa ”Guerriglia Staff” sono poveri ragazzi che NON VENGONO PAGATI per fare le maschere per 2 settimane di festival, con la speranza di poter entrare nel mondo del cinema in qualche modo, dietro tutta quest’aria di libertà e celebrazione c’è in realtà sfruttamento e ricatti morali, tutto gira intorno alla celebrazione del capo ANDREA ROMEO e sinceramente mi fa abbastanza arrabbiare che queste cose le sappiano solo gli addetti ai lavori (che rimangono in silenzio), nella mia esperienza lavorativa fui pagato 100 euro per 2 settimane (tutti i giorni) di lavoro, con la raccomandazione da parte loro di non dire a nessuno che eravamo stati pagati perchè i guerriglia si sarebbero giustamente sentiti presi in giro

Testimonianza n. 2:Ciao. A proposito di Andrea Romeo del Biografilm vi voglio raccontare un po’ della mia esperienza con lui, un vero Padrone di merda. Sono anni che sfrutta la gente nel modo peggiore. Io lavoravo per lui una decina di anni fa. All’epoca organizzava anteprime di film in giro per l’Italia per le case di distribuzione. Ovviamente aveva bisogno di gente che stesse sul posto per le anteprime e li trovava tra i fuori sede a Bologna. Per stare lì una serata a raccogliere i biglietti, riempire i documenti e comunicare tutto alla sede centrale di pagava una trentina di euro. O almeno è quello che diceva di fare. Pagamento a 90 giorni, diceva. E intanto in quei tre mesi ti faceva tare 5/6 anteprime. Passati i 90 tu aspettavi i tuoi soldi. Che non arrivavano. E intanto magari ti facevi un altro paio di anteprime, pensando che poi tutto finiva nel totale. E dopo che i giorni da 90 erano 120 timidamente provavi a chiedere. “Abbiamo avuto qualche problema ma ora i soldi arrivano, intanto ci sarebbe da fare un altra anteprima”. E i mesi passavano. Alla fine la gente si rompeva di aspettare soldi che non arrivavano mai, le somme erano troppo piccole per passare da avvocati e lo mandavano tutti a fare in culo. Ma tanto lui un altro studente fuorisede da sfruttare per qualche altro mese lo trovava sempre. Fai il conto per una quindicina di anteprime l’anno, in una decina di città italiane e ti rendi conto che con questi giochetto risparmiava qualche migliaia di euro. Ma anche con i dipendenti Andrea Romeo non era meglio. Avevamo tutti contratti Cococo, ma ci trattava come dipendenti, cazziandoci sugli orari. Una volta venne da noi dicendo che quel mese non poteva pagarci lo stipendio e che ce lo avrebbe dato a rate a partire dal mese successivo. Non aveva soldi, erano tempi duri, ecc. Dopo due settimane se ne partì per una vacanza in Messico mentre noi facevamo la fame. Ogni anno poi portava tutta la sua società a Venezia in cerca di clienti. Tra le sue attività a Venezia c’era anche quella di fare da intermediario tra i padroni di casa del Lido e quelli che cercavano dei posti per dormire durante il festival. Per ogni casa che lui riusciva a mettere in affitto si prendeva una quota. La cosa vergognosa è che faceva questa cosa anche con i suoi stagisti. Prima gli intortava dicendo “vi porto a Venezia, al festival, vedrete il mondo del cinema da vicino”. Poi diceva “certo, avrete bisogno di un posto dove dormire, ma ve lo trovo io a prezzi buoni”. E poi sull’affitto che i suoi stagisti pagavano ai padroni di casa ci faceva la cresta. Una merda. E a noi dipendenti, che a Venezia lavoravamo due settimane di fila, compresi i fine settimana, quando tutto era finito e chiedevamo se potevamo recuperare quei giorni di riposo, rispondeva sempre: “Ma non siete mica dipendenti, non avete diritto al recupero riposo”.