Case

Testimonianza n. 1:Ho assistito di recente ad una telefonata di una mia collega ad una proprietaria di un appartamento in centro per affittarlo assieme al suo compagno. La proprietaria si sentiva come la giudice di un casting di Itali’s got Talent, sparando una serie di affermazioni infelici del tipo “lei ha un’azienda quindi è fallibile” (fallibile sarai te), “Ci sono già 20 persone che la stanno considerando perché è una bella casa la mia etc.”, sono rimasto sconcertato in particolare quando ha chiesto se la mia collega e fidanzato avessero intenzione di avere bambini nei prossimi 4-8 ANNI perché in tal caso non le avrebbe dato la casa, poiché a suo parere la casa non era adatta ad un bambino. Ok, casa tua regole tue, ma dico: non sono affari e problemi loro se decidono di avere figli? E se la casa fosse inadatta, non sarebbe nelle loro migliori intenzioni di cercarne una più adatta? Forse esagero io ma a me sembra un’assurdità che per un appartamento si voglia impedire ad una coppia di avere figli per 8 anni. Non posso dare dettagli perché non ne ho, mi sembrava però doveroso segnalare questa cosa giusto per ribadire la follia di questi piccoli proprietari, che sia di appartamenti o attività, che nella vita quotidiana sono assolute nullità e si rifanno delle loro frustrazioni su coloro in posizioni svantaggiate, in quel micro ambiente in cui hanno un’autorità.

Testimonianza n. 2:Vorrei raccontare la mia esperienza a proposito di un fatto purtroppo noto a molti gli studenti fuorisede, la questione abitativa e i padroni di casa che si approfittano. Come tanti altri appena arrivata a Bologna ho trovato posto solo in una piccolissima singola, che con le spese arrivava a costare 400 euro al mese. Dopo un anno circa decido di cambiare casa, ma secondo il contratto se avessi deciso di andarmene senza rispettare il preavviso di sei mesi avrei dovuto essere io a trovare qualcuno che subentrasse al mio posto. La padrona di casa si dimostra subito insofferente verso la mia scelta di andare via prima dei sei mesi di preavviso che servivano (ma con la gara che c’è a Bologna per accaparrarsi anche le peggiori stanze come è possibile rispettare un preavviso di SEI mesi??) Comunque io mi do da fare e organizzo quegli odiosissimi casting per trovare un subentrante che rispettasse tutte le infinite richieste della proprietaria (solo donne, solo studentesse, solo una certa fascia di età, no fumatori, solo lunghi periodi ecc). Nonostante tutti gli assurdi requisiti da rispettare e il prezzo non basso della stanza si presentano un sacco di persone, io perdo giornate intere per organizzare appuntamenti e visite, e alla fine la proprietaria, dopo DUE settimane di attesa per riflettere, decide che nessuna delle candidate le va a genio e mi chiede di cercarne altre. Organizzo altri appuntamenti e di nuovo mi dice che non le va bene nessuno, scartando tutte le persone che si presentavano senza nessuna motivazione. Va avanti così per tre mesi, e nel mentre io dovevo continuare a pagare l’affitto pur non vivendo più lì! A questo punto comincio a incazzarmi, non mi sembrava possibile che su decine di ragazze che si erano presentate non glie ne andasse bene nessuna, ma lei comincia a non rispondere ai messaggi e alle chiamate. Ho dovuto far intervenire i miei genitori per sbloccare la situazione, e guarda caso dopo poco una persona che subentrasse si è trovata. In tutto questo io ho dovuto pagare tre mesi di affitto a vuoto, a dimostrazione di come alcuni proprietari non si fanno nessuno scrupolo ad approfittarsi degli studenti. Vergognosi.

Testimonianza n. 3:Primo caso, estate 2015: arrivo a Bologna piena di belle speranze per cercare una casa, non trovo nulla, torno a casa con la coda tra le gambe finchè, tramite delle conoscenze, trovo una singola! In centro! Con bagno in camera! è piccola, non costa tanto, nella disperazione accetto di prenderla. In tutto questo, ho sempre e solo avuto a disposizione il contatto del coinquilino che vi abitava, che ha sempre e evitato di darmi il contratto della padrona di casa, dicendo che “la signora si fida di me e non va disturbata”. Intanto mi trasferisco nella casa, che trovo un po’ più fatiscente del previsto: mobili vecchi e rotti, pareti piene di infiltrazioni d’acqua e muffa un po’ ovunque. Pazienza, posso adattarmi, Sistemo la mia minuscola cameretta di 6 metri quadri e comincio a studiare all’Università. Qualche giorno dopo il mio arrivo, finalmente ricevo il contatto della padrona di casa. Le verso i 500 euro di caparra e le mando un sms per segnalarle del mio arrivo e per chiederle quando posso firmare il contratto. La padrona di casa non solo non mi risponde al mio sms, ma chiama il mio coinquilino subito dopo, tuonando che mancano oltre 5.000 euro di affitti da pagare e che quindi dobbiamo andarcene entro due giorni altrimenti chiama i Carabinieri a sfrattarci. Scopro che le coinquiline precedenti, di cui una ancora presente in casa, avevano smesso di pagare l’affitto a dicembre dell’anno precedente perchè costrette a ricomprare da sole un frigorifero e a vivere con l’acqua che colava in cucina, dal momento che la padrona aveva passato dei mesi a dribblare le loro telefonate e a ignorare i problemi che le stavano segnalando. Probabilmente anche degli altri inquilini non avevano pagato l’affitto in anni precedenti, ma la PDM se n’era accorta solo grazie al mio versamento. La PDM decide bene di tenersi i miei soldi. Ci è voluta quella furia di mia madre, munita di amici avvocati e di un ottimo vocabolario burocratico, oltre a fiumi di sms e mail per poterci fare ridare i soldi (dovrei avere ancora le e-mail della signora). Alla fine sono scappata da quella casa perchè avevo paura di trovarmi i Carabinieri alla porta da un giorno all’altro, e sono riuscita a riavere i miei soldi. La casa si trova in via de’ Buttieri N.13, la padrona si chiamava Gabriella Cavazza, e la casa risultava intestata a un’agenzia di leasing di nome Gabry s.r.l. (il conto su cui avevo versato la caparra aveva questa intestazione). E la signora a quanto pare era una dipendente del cinema Lumière. ora mi chiedo, con che coraggio un genitore lascia partire il figlio a 1500 chilometri di distanza sapendo che in giro ci sta gente del genere che non esita un attimo a buttarti per strada senza neanche averti mai visto?