Bar Piccolo e Sublime

Testimonianza n. 1:Sono una studentessa universitaria ed ho iniziato a lavorare al bar perché avevo bisogno di soldi per potermi mantenere durante gli studi qui all’Università. Da subito mi sono resa conto di che aria tirava. Non solo il proprietario non era chiaro quando ci presentava i contratti, ma il lavoro era deprimente ed io ero anche costretta a sorbirmi la presenza del viscido capo, che sinceramente mi metteva a disagio con le sue battute e altro… Dopo un paio di mesi, non sopportando più l’ambiente ho deciso di andarmene per cercare un altro lavoro (di merda). Dico questo perché anche se io me ne sono andata, lui sta sempre lì a continua a rendere difficile la vita alla gente che assume

Testimonianza n. 2:Ho lavorato al bar piccolo è sublime per circa due mesi , i mesi più brutti della mia vita , Dio da quanto volevo dire a voce alta quello che vi è uscito dal megafono! GRAZIE!!!! In quel periodo non stavo bene avevo iniziato a soffrire di ansia e attacchi di panico , il Padrone( da bravo psicologo, si perché fa lo psicologo nella vita) mi disse “devi scopare di più “ …inutile dire le performance che ci raccontava la mattina quando arrivava al lavoro o il “mettiti le gonne corte per venire al lavoro

Testimonianza n. 3:Ho letto le testimonianze delle ragazze che, come me, hanno lavorato al Bar Piccolo e Sublime e ho pensato che fossero anche fin troppo discrete, così ho deciso di raccontarvi anche la mia esperienza. Ho lavorato in quel bar per circa due mesi, il primo di questi completamente in nero, per poi avere un contratto a chiamata, comunque non in regola, visto che sono sempre stata pagata in nero senza uno straccio di busta, il tutto retribuito 6 miseri euro l’ora. Questa è solo una piccola premessa, il motivo per cui mi sono veramente sentita a disagio in quell’ambiente erano i comportamenti del titolare, quando arrivava al bar diventava il momento peggiore di tutta la giornata: continue battutine e commenti sessuali, e per essere più precisa vi elencherò ciò che mi è rimasto impresso. Mi diceva in continuo che mi avrebbe voluta “scopare”, che quando mi vedeva non riusciva a trattenersi, che secondo lui ero la più “porca” delle sue dipendenti, che secondo lui avevo “una graziosa passerina”, che secondo lui non avevo mai provato “un arnese di ferro come il suo”. Ogni volta che mi passava alle spalle mi sfiorava il sedere con le sue sudice mani, quando ero distratta coglieva l’occasione per baciarmi il collo. Due mesi terribili, in cui ho sognato più di una volta di essere violentata da lui. Nessuno dovrebbe lavorare in un ambiente del genere, e nessuno dovrebbe più frequentarlo

Testimonianza n. 4:Ho lavorato al bar per qualche mese; finché non c’era il padrone tutto bene colleghi adorabili, ragazzi/e che volevano farsi due soldi come me; ma appena arrivava in pista lui era un tripudio di commenti/versi beceri (una volta ABBAIÒ sotto la gonna di una ragazza), baci sul collo bavosi, riferimenti sessuali espliciti a chiunque fosse del sesso opposto nel bar (praticamente a ogni ragazza presente e, rullo di tamburi, a volte anche strette di palle a ragazzi, della serie più ce n’è meglio è). Il contratto era a chiamata ma la paga era mezza in nero mezza in assegno, il problema era che la chiamata poteva essere un giorno prima, qualche ora o addirittura fino a mezz’ora prima dell’ora di attacco. Una volta deciso di non lavorarci più, la paga dei miei ultimi due mesi tardava ad arrivare, addirittura mi diceva orari in cui venire al bar e poi non si presentava (2 o 3 volte di seguito); ulteriore beffa il fatto che tutti mi dicessero “ma lui è così dai non la devi prendere sul personale” “eh ma è il suo modo”… Beh, che dire, un modo di merda. Fine della storia mi presentai 2 ore prima dell’orario stabilito lo beccai e fu “costretto” a saldare tutto.

Testimonianza n. 5:Anni fa una mia amica lavorava al Piccolo. Ero a Bologna da poco e all’epoca il posto era un punto di ritrovo. Per questo motivo andavo spesso a fare aperitivo, così da salutare la mia amica. Dopo un periodo di frequentazione assidua evidentemente il proprietario deve aver ritenuto di essere nella posizione di poter dire qualsiasi cosa. Una sera entrando chiedo al proprietario di usare la toilette e lui mi risponde “Una cavalla come te può andare dove vuole”. Se si è sentito legittimato ad apostrofare così una cliente non oso immaginare le dipendenti. Dopo aver convinto la mia amica a licenziarsi da anni ho intrapreso una mia silenziosa e personale campagna di boicottaggio e credo sia assolutamente giusto che finalmente la cosa sia diventata visibile.

Testimonianza n. 6:Come tante ragazze che hanno già scritto, ho lavorato al Piccolo e Sublime per qualche mese, scappando a gambe levate appena ne ho avuto l’occasione. Sono stati mesi difficili e ogni giorno, sul posto di lavoro, pensavo a quando finalmente avrei potuto andarmene. Avevo un contratto a chiamata nonostante avessi giorni fissi e in busta mi arrivava circa 1/5 delle ore totali, il resto al nero. Posso comunque ritenermi più fortunata di alcune mie colleghe, che sapevano di giorno in giorno se avrebbero lavorato il giorno seguente, a volte lavorando anche per 10 giorni consecutivi. Ovviamente nessuna maggiorazione per il lavoro domenicale e festivo, e la paga ammontava a 6 miseri euro l’ora. Ma oltre a queste questioni strettamente legate all’architettura del lavoro, ricordo il disagio che portava la presenza del titolare nel locale. Commenti espliciti anche di fronte ai figli (“Che bel culo che hai!”), baci poco discreti sul collo e ogni volta che stavo al bancone il capo mi passava accanto strusciandosi. Un comportamento simile era riservato anche alle clienti e ad alcune amiche che venivano a salutarmi mentre ero in turno, nel mio grandissimo imbarazzo. Alle ragazze e ai ragazzi che tutt’ora ci stanno lavorando voglio solo augurare il meglio, si trovare un posto che possa valorizzarli e che si che è difficile reagire quando ci si trova in situazioni di subalternità. Il Padrone di Merda ci sta dando una grandissima opportunità e forse è il momento giusto per farci sentire. Grazie!