Pizzeria Spaccanapoli

Testimonianza n. 1:Ho lavorato circa 3 mesi come ciclofattorino per la pizzeria Spaccanapoli e ci tengo a far sapere a tutt* di che posto si tratta. Conosciuta come una delle migliori pizzerie di Bologna va avanti sfruttando i suoi dipendenti. Da ciclofattorino mi andava anche “bene”: con un contratto fittizio a chiamata (in cui mi venivano segnate circa 1/5 delle ore che facevo) ero pagato 7 euro l’ora a nero e anche le poche ore regolarmente registrate erano pagate 7 euro. Inutile dire che non ho mai visto straordinari se lavoravo i festivi nè tantomento il calcolo della tredicesima, della quattordicesima e del TFR nonostante queste figurassero sulle buste paga (ovviamente tredicesima e quattordicesima e TFR solo nell’ultima busta di quando mi sono licenziato). Ma soprattutto avevo poco a che fare con la “signora”, ovvero la padrona di quel postaccio. Il nome dice tutto: Signora, nient’altro. Un’istituzione incontestabile pronta a sorridere sorniona al cliente come a trattare da merda ogni suo dipendente. Ma ripeto… da ciclofattorino mi andava bene: alla fine sempre in bici, servizio di 3 ore… la vedevo e ci avevo a che fare poco. Ma vogliamo parlare di camerieri e cuochi?? (E QUI INVITO CHI C’AVESSE LAVORATO IN QUEI RUOLI A FARSI AVANTI!) Turni part-time da 36 ore settimanali, turni full time da praticamente 70 ore. Stipendi che, riportati a una media oraria, andavano dai 4,5 ai 5,5 euro all’ora (a seconda di quanto ti proni a suoi diktat). E avere a che fare con lei in tutti i momenti credo sia la cosa peggiore. Invito tutt* a non andare a mangiare quella pizza e boicottare quel posto.

Testimonianza n. 2:Ciao, sono uno studente fuori sede e per un breve periodo ho lavorato da Spaccanapoli. Non so da dove iniziare nel raccontare la mia pessima esperienza in quel locale, dove venivo a dir poco sfruttato, pagato una miseria per la mole di lavoro, rigorosamente in nero, non arrivavo a prendere nemmeno 5 euro all’ora. Assunto come cameriere nei giorni in cui c’era molta richiesta spesso ero costretto ad uscire dal locale e andare a piedi a consegnare le pizze nonostante quello non fosse il lavoro per cui ero stato assunto. La “signora” (così esige essere chiamata la titolare), ci riservava un atteggiamento spocchioso e dir poco sgarbato: mai un grazie, un per favore, un sorriso o un banale saluto quando attaccavo o staccavo, questo rendeva il clima sul lavoro davvero pesante e l’unica consolazione era parlare male della “signora” con gli altri camerieri. Per non parlare dei prodotti serviti, pizza fatta con lo strutto e limoncello scadente del discount travasato in belle bottiglie di vetro e offerto ai clienti come prelibatezza fatta in casa. Alla fine mi sono stancato e ho deciso di andarmene, così per poco meno di un mese di lavoro in nero ho ricevuto il mio stipendio di ben 400 euro. Una miseria per quello che mi faceva fare e per il trattamento che ho dovuto subire. Invito tutti a boicottare quel posto, chi non ha rispetto della gente con la quale lavora ogni giorno gomito a gomito, credete che lo abbia nel mettervi chissà che nei piatti?

Testimonianza n. 3:Ciao, mando questa segnalazione fatta da un mio amico: Come tanti studenti fuorisede, per un breve periodo sono stato un dipendente di Spaccanapoli. Ovviamente era un lavoretto per ammortizzare le spese universitarie, non pretendevo certo che mi versassero i contributi. Ma benché il personale di sala – composto perlopiù da studenti e lavoratori di passaggio – sia pagato in nero e la pizzeria lavori a pieno regime, è possibile affermare che i camerieri siano sottopagati, come dopotutto avviene nella maggior parte dei settori. Le paghe, infatti, spesso non raggiungevano nemmeno i 5 euro l’ora. Ma ciò che più mi innervosiva non era ricevere quei quattro soldi che intascavo col sorriso, ma l’atteggiamento spocchioso della titolare nei confronti dei dipendenti. Spaccanapoli non ha di certo inventato le gerarchie sui posti di lavoro e i rimproveri al personale. Ma un atteggiamento mai complice faceva in modo che i dipendenti non lavorassero serenamente. Addirittura, eravamo autorizzati a scroccare solamente un caffè e l’acqua: perfino il lavoratore più longevo che, eroicamente, era lì da più di un anno, doveva rubare di nascosto mezzo bicchiere di coca cola alla spina. Dopotutto, un capo scorbutico non è di certo una novità né il male prioritario da combattere, ma tutti gli ex dipendenti con cui ho parlato condividono questo rancore per coloro che erano i loro datori di lavoro. Se siete loro clienti fissi, avrete sicuramente notato che, nonostante la pizzeria sia sempre piena, il personale di sala è continuamente sostituito, proprio perché i camerieri lasciano il posto dopo poche settimane.

Testimonianza n. 4:Ho lavorato presso la pizzeria Spaccanapoli per ben 4 mesi… che dire? Io facevo un full time come cameriera di sala! ore e ore di lavoro… i fine settimana poi senza parole in un posto dove si vuole apparire ristorante di lusso ma senza alcun elemento che lo possa far credere, dove si mette lo strutto nella pizza, le lasagne bolognesi vendute per “fatte da noi” in realtà congelate e dove un forno metà elettrico metà gas spacciato per forno a legna…. E il rapporto datore di lavoro/ personale? INESISTENTE non ce di base il rispetto da parte della proprietaria chiamata “signora” nei confronti dei ragazzi in cucina sala e fattorini. Perché dico così? Perché ti dice che sei irresponsabile senza darti alcuna responsabilità, ore e ore di lavoro per un contratto che neanche si vede, stipendio che ti arriva con un ritardo indescrivibile che quasi lo devi “elemosinare” , che tra i colleghi non si può socializzare senno sei li e non fai il tuo lavoro… signora che grida davanti al cliente…che dire? Se questa è ristorazione siam messi male male… potrei continuare per ore a raccontare ciò che ho visto ma semplicemente dico PDM!!!! Lascio a voi i commenti. Saluti.

Testimonianza n. 5:Ciao! Ho lavorato quasi un anno da spaccanapoli e apprezzo profondamente il vostro lavoro. Inizialmente contratto a chiamata, poi contratto da 3 ore al giorno che in realtà ne erano 6 per il part time e 10 per il full time. Ho avuto colleghi che per il full time prendevano 800 euro quindi anche meno di 5 euro all’ora. Il trattamento riservato ai camerieri di sala non è niente rispetto a quello riservato al personale di cucina composto per lo più da pakistani considerati dalla signora esseri “inferiori”. Sono numerosi gli episodi di maltrattamento a cui ho assistito. Spaccanapoli è un posto da cui non si può fare altro che scappare. Non si può lavorare serenamente né dialogare con i colleghi. Pizza con strutto, la mezza bufala all’uscita da 3 euro e il limoncello travasato. Tutto vero! E a pensarci oggi ancora non mi spiego perché la pizzeria fosse piena ogni sera. La “signora” è una dittatrice spietata e razzista. E purtroppo finché ci sarà gente che ha bisogno di lavorare e accetta le sue condizioni non si fermerà! Per non parlare poi di pranzi e cene offerti a finanzieri e carabinieri! Una vergogna

Testimonianza n. 6:Visto che in tanti stanno venendo fuori per sputtanare quelle merdacce di Spaccanapoli, anche io condividerò con voi la mia esperienza lavorativa in quel postaccio. Ho lavorato lì per un mese e mezzo, ma mi è bastato per capire che aria tirasse. Lavoravo part-time, 36 ore settimanali con una paga di 600€ mensili (quindi per 4,16€ a ora). Sulla carta ero un cameriere, ma all’occorrenza mi tramutavo in biker, fattorino, uomo delle pulizie e manovale. Aggiungo una chicca che tutte le altre testimonianze non menzionavano: I pakistani sottopagati della cucina avevano appeso un FOGLIO DELLE MULTE. Avete capito bene; quando uno di questi poveracci sbagliava un ordine, rompeva un piatto o cose del genere, veniva addebitata una multa generale a tutti quelli che lavoravano in cucina da scalare sul totale della paga mensile di tutti. Una volta uno di questi fu multato poiché “puzzava”, questa l’argomentazione della signora di sto cazzo. Inutile sottolineare la signora che passava le sue giornate a urlare e starnazzare per il nulla, a imprecare e insultare i dipendenti meno performanti. Paradossalmente io a loro piacevo anche, perché ero uno che “parlava poco e lavorava”… che schifo.

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