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La settimana scorsa, durante la parata contro i padroni di merda del primo maggio, si è incarnata in più di un migliaio di giovani la denuncia pubblica ai lavoretti a cui i padroni di merda di Bologna ci costringono a sottostare: paghe bassissime, straordinari non pagati, contratti farsa, molestie e violenze, ricatti (per dirne alcune). Durante il corteo siamo passati di fronte ad alcuni dei locali che in questi mesi sono stati segnalati da testimonianze di ex-dipendenti. Davanti ad alcuni di questi sono avvenute provocazioni, minacce e pure violenze fisiche. Al netto delle tensioni è successa una cosa vera e nuova: questi padroni hanno dimostrato di avere paura della forza che con questa pagina stiamo accumulando scoperchiando zone grigie, se non del tutto nere e marcescenti, del mondo bolognese (ma ci scommettiamo non solo) dei lavoretti precari.
Oggi però vorremmo fare una segnalazione sui generis, almeno per come fino ad oggi si è mossa la pagina. Vorremmo segnalare proprio l’emittente locale ètv, che non ha perso un attimo per intervistare uno di questi padroni senza verificare le fonti o almeno sentire l’altra voce in causa. Nel servizio, dove il padrone in questione definiva la testimonianza ricevuta figlia di un “dipendente di merda”, veniva dato risalto solo ai momenti di tensione, riducendo a cronaca spicciola e scandalistica l’intera manifestazione. Alle nostre sollecitazioni di un’informazione più imparziale e corretta è seguito il silenzio.
Etv come tutti gli organi di informazione locali, stanno tacendo la voce di centinaia e migliaia di giovani lavoratori e lavoratrici, studenti-lavoratori, precari che con questa pagina stanno finalmente conquistando uno spazio pubblico di denuncia. Nessun accenno ai contenuti della manifestazione, nessun passaggio sulle condizioni di lavoro riportate da decine di testimonianze, nulla di nulla sul prezioso lavoro di denuncia che sta svelando un sistema grottesco di sfruttamento per mandare avanti una città che si dipinge pulita e a misura di turista.
Ci chiediamo da che parte stia Etv, che interessi abbia da difendere, perché non svolga un servizio di informazione imparziale e giusto. Ci chiediamo perché anche tutto il resto dell’informazione bolognese, dai giornali ai siti web, tacciano lo schifo che siamo obbligati a subire sui nostri posti di lavoro per pagarci affitto, studi e costo della vita. Perché preferiscano riportare unicamente la voce dei padroni di merda e non quella dei precari.
Oggi dunque denunciamo anche Etv e l’informazione bolognese.
La vendetta contro i padroni di merda è appena iniziata.

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